Intervista a un lettore di poesia – 04

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Età: 45
Sesso: F
Titolo di studio conseguito: laurea
Attuale impiego (lavoro, studio ecc.): insegnante

Quale è stato il tuo primo contatto con la poesia? Quale è il tuo rapporto attuale?

Nelle parole di mia nonna, che era una meravigliosa narratrice di fiabe e storie di tutto il mondo, c’era spesso anche un’attenzione particolare per la poesia. Dall’ascolto, nell’età più verde, è nato poi il gesto spontaneo e sempre più frequente di cercare poesia nei libri. Oggi leggo poesia quasi ogni giorno, nemmeno me lo ripropongo, semplicemente succede, fa parte dei miei bisogni.

Sapresti elencare alcune caratteristiche per te imprescindibili in una poesia?

Forma perfettamente dominata, profonda autenticità, coerenza biografica.

Cosa pensi dell’insegnamento della poesia (scuola, università, corsi di scrittura ecc.)?

La poesia si può insegnare, certamente, ovvero si può insegnare a comprenderla più in profondità, ad analizzarla, anche ad assaporarla al meglio. Ma credo che chi ama la poesia se anche non avesse buoni maestri, la cercherebbe, e troverebbe, comunque.
Rispetto alle modalità di insegnamento nella scuola, trovo orrendo far conoscere prima tutto il contesto, la storia dell’autore, analizzarne i temi ecc ecc. per poi limitare l’esperienza diretta a pochi momenti di lettura in classe. Sarebbe invece giusto il contrario: divorare poesia, immergersi nella parola, farla leggere e interpretare ai ragazzi. Poi voler scorirre chi è l’autore, qual è la sua storia, diventa più sensato, e facile.

Perché si legge poesia? Perché invece non si legge?

La si legge perché conforta, fa viaggiare, dà voce ai sentimenti, coinvolge, apre nuove riflessioni. Chi non la legge troverà altrove questo nutrimento, oppure, stranamente, non ne avrà bisogno.

Pensi che leggere (non leggere) poesia sia una scelta personale o conseguenza di altro?

Soprattutto una scelta personale, direi, in particolare dopo una certa età. Ma certo a volte il modo di proporla è tanto becero, che non ci si immagina il tesoro vero…

Ritieni che lo spazio riservato alla poesia sui mezzi di comunicazione (radio, televisione, quotidiani, internet ecc.) sia eccessivo, adeguato o insufficiente?

Data la qualità della maggioranza dei giornali, direi che è addirittura eccessivo, visto che ne abusano. Pochi invece fanno un vero e buon lavoro. Ovviamente sarebbe auspicabile, -e fino a un certo punto- un livello di proposte più elevato, competente, e a quel punto anche più frequente.

Quale tra i mezzi di comunicazione ti pare dia più spazio alla poesia? Trovi che sia anche il mezzo più efficace?

I blog letterari sono i più attivi. Molte persone che amano davvero la poesia si scambiano materiali, recensioni, pubblicano testi e versioni in lingua originale, a volte traducono loro stessi. Sì, credo che sia il mezzo più efficace, permette appunto un notevole scambio. Poi direi che l’altro luogo, quello più bello per la poesia, sia l’evento con lettura, il recital insomma, ma anche lì dipende molto da chi legge…

Ti capita mai di sentire parlare di poesia (al bar, sui treni, per strada, in radio ecc.)?

Molto raramente. Io però lo faccio…

Cosa pensi del modo in cui i poeti parlano di poesia?

Lo fanno molto raramente, preferiscono scriverla, per fortuna. 

Ritieni utili le note critiche all’interno di un libro di poesia o dovrebbero trovare spazio altrove (riviste, blog, giornali ecc.)?

Le ritengo utili già nel libro, se sono scritte con criterio e competenza, e se non invadono la pagina, ma stanno al loro giusto posto (in fondo).

Hai mai partecipato a discussioni in rete su testi inediti/editi?

Sì, molto spesso.

Cosa pensi del modo in cui la poesia è proposta attraverso i social network?

I social network sono fatti da persone. Dovrei dire cosa penso della maggior parte delle persone, e cosa penso invece di alcune altre… Ne verrebbe fuori una tirata snob. 

Cerchi mai su internet poesie lette dalla viva voce dell’autore?

Sì, ascolto volentieri i poeti leggere le proprie creazioni.

Ti capita mai di leggere poesia ad alta voce?

Molto spesso.

Hai mai partecipato a reading o poetry slam? In che forma?

Sì, certo, in varie vesti (interprete, traduttrice, più raramente autrice).

Hai mai scritto poesie? Hai mai pensato di raccoglierle in un libro?

Sì, scrivo da molti anni. E sto pensando di raccoglierle in un libro, distillando.

Che rapporto pensi ci sia tra scrittura e pubblicazione? Che rapporto (eventualmente) dovrebbe esserci?

La scrittura deve attraversare molte fasi prima di giungere alla pubblicazione, prima di trasformarsi da un’attività interiore a un gesto universale e aperto agli altri: vale a dire che scrivere è comunque una sana pratica interiore, ma non per questo ci rende tutti autori di valore. Il rapporto che si dovrebbe stabilire è dunque quello di un’apertura alla vita, di una ricerca di comunicazione totale tra se stessi e l’esistenza attraverso la scrittura: solo allora un autore diventa libero e può lasciare andare il suo lavoro, la sua creazione all’esterno. Chiaramente, vista l’abbondanza di mediocri pubblicazioni contemporanee, in quest’epoca ci troviamo davanti a concezioni dell’esistenza piuttosto limitate e anguste.  

Con riferimento alla poesia contemporanea: che differenze pensi ci siano (in qualsiasi senso) tra un libro di poesia, un ebook gratuito, un blog di poesia? Pensi che siano forme che si escludono a vicenda?

No, affatto. Personalmente preferisco ancora un libro tradizionale a un e-book, ma accedo ogni giorno ai blogs letterari e sono soddisfatta quando posso trovare un testo (magari non è reperibile in libreria) in forma digitalizzata.

Che cosa ti spinge all’acquisto di un libro di poesia: la conoscenza personale dell’autore, la lettura/ascolto di alcuni testi, la recensione di un critico, il suggerimento di un amico ecc.?

Tutto quanto menzionate: sono molto curiosa e ascolto volentieri. Chiaramente scelgo bene amici, recensioni, ascolti.

In genere, preferisci comprare antologie di poesia o libri di singoli autori?

Libri singoli, non amo le antologie, a meno che siano molto specifiche, e propongano autori nuovi o inediti nella nostra lingua.

Come preferisci effettuare i tuoi acquisti?

In libreria e on-line.

Hai mai rinunciato a un acquisto a causa del prezzo troppo elevato o per la scarsa (o inesistente) distribuzione in libreria?

Sì, certo, mi capita di dover rinunciare per ragioni economiche. Ma se desidero davvero un testo, aspetto finché posso acquistarlo, e nel frattempo lo prendo in prestito. Se è introvabile lo fotocopio da un amico (siamo sotto anonimato, vero?!).

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