Intervista a un lettore di poesia – 03

QUI le linee guida per inviare il proprio contributo.

 

Età: 41
Sesso: M
Titolo di studio conseguito: laurea in giurisprudenza
Attuale impiego (lavoro, studio ecc.): dirigente di piccola impresa

 

Quale è stato il tuo primo contatto con la poesia? Quale è il tuo rapporto attuale?

Il contatto è avvenuto nei banchi del liceo, ma direi che il salto di qualità è stato nei “twenties” con l’innamoramento per le Elegie Duinesi. Scrivo poesia da qualche lustro, la leggo, mi diletto con postfazioni e note di lettura; soprattutto quest’ultima circostanza nasce dal fatto che mi piace leggere autori di oggi.

 

Sapresti elencare alcune caratteristiche per te imprescindibili in una poesia?

Cerco soprattutto la musicalità del verso o di un grumo di parole. Per il resto non ho un canone prefissato e quindi punto soprattutto a essere genericamente colpito da ciò che sto leggendo.

 

Cosa pensi dell’insegnamento della poesia (scuola, università, corsi di scrittura ecc.)?

Penso che l’insegnamento e il giudizio di valore sia fermo agli autori classici o già consacrati. I corsi di scrittura mi vedono abbastanza scettico: costruzioni di argini ostative a benefiche inondazioni di limo.

 

Perché si legge poesia? Perché invece non si legge?

Sospetto che si legga per cercare una rispondenza alta col proprio stato d’animo del momento; invece sospetto che non si legga perché si vuole ormai solo il prodotto digeribile, sta venendo meno la voglia del lettore di raccogliere una sfida lessicale o culturale, di andar oltre ciò che può immediatamente comprendere; inoltre non si legge perché la poesia è spesso (forse necessariamente) un teatro dell’ego del suo autore, del quale magari al lettore non frega tantissimo (a meno che non sappia suscitare la citata rispondenza)

 

Pensi che leggere (non leggere) poesia sia una scelta personale o conseguenza di altro?

Dipende dalla propensione del lettore – più o meno spontanea o coltivata – a raccogliere la sfida di cui parlavo. Oltre che, in molti casi, dalla più o meno facile reperibilità di un testo in libreria. Ogni volta che ci vado mi sembra che il reparto poesia sia più angusto della volta precedente…

 

Ritieni che lo spazio riservato alla poesia sui mezzi di comunicazione (radio, televisione, quotidiani, internet ecc.) sia eccessivo, adeguato o insufficiente?

Nettamente insufficiente.

 

Quale tra i mezzi di comunicazione ti pare dia più spazio alla poesia? Trovi che sia anche il mezzo più efficace?

Io ne leggo molta in rete, stando alla mia esperienza blog e siti forniscono materiale più di tutto il resto. La rete non è il mezzo più efficace (libro cartaceo e mass media lo sarebbero di più), certamente è più etico di un libro con contributo, e con questo ai miei occhi compensa.

 

Ti capita mai di sentire parlare di poesia (al bar, sui treni, per strada, in radio ecc.)?

Assolutamente no. Ormai l’uso corrente del termine poesia è “stravagante” in senso etimologico: si rifà al gesto atletico, al volto di una miss, a un piatto prelibato… questo almeno nei ritrovi che frequento. Forse dovrei cambiare giro, in effetti 😉

 

Cosa pensi del modo in cui i poeti parlano di poesia?

Dipende molto dal singolo poeta e dal suo stile. Tot capita tot sententiae o quasi. In genere preferisco comunque un pizzico di esoterismo al populismo ostentato.

 

Ritieni utili le note critiche all’interno di un libro di poesia o dovrebbero trovare spazio altrove (riviste, blog, giornali ecc.)?

Non amo le prefazioni per il semplice motivo che spesso portano il lettore ad affrontare i primi versi già in salita, con esiti di rigetto talora non giustificato. Penso che sia essenziale il contatto immediato coi versi, dopodiché una postfazione con cui confrontarsi andrà benissimo e sarà utile (difatti scrivo solo postfazioni e mai prefazioni).

 

Hai mai partecipato a discussioni in rete su testi inediti/editi?

Mi piace commentare chi mi suscita qualcosa. Non è frequentissimo.

 

Cosa pensi del modo in cui la poesia è proposta attraverso i social network?

Non mi piace, anche perché il meccanismo del like o simili determina surrettiziamente che chi ha più amici sia anche il più bravo; preferisco la proposizione mediante siti e blog, che non è immune da questo ma ha meno il retrogusto di gara.

 

Cerchi mai su internet poesie lette dalla viva voce dell’autore?

Diversamente da molti, non sono affatto convinto che sia opportuno che l’autore legga le sue poesie. Se la poesia è (e per me lo è) polisemanticità, la lettura “autentica” rischia di indirizzare e coartare troppo l’interpretazione del lettore. Ultimamente tendo a essere più possibilista verso la (mia) lettura solo perché sto scrivendo poesia narrativa in stile carveriano, dunque ho “strozzato” un po’ la polisemanticità. Ma resto alquanto scettico, ovviamente minoritario in un mondo di poeti lettori (per tacere che spesso una bella voce surroga una latitante sostanza poetica). Quindi la lettura autoriale, anche se saprei dove cercarla, non mi attira punto.

 

Ti capita mai di leggere poesia ad alta voce?

Mi sarà successo in tutto due volte di leggere qualche mia poesia in pubblico per la benevola insistenza di un’amica editrice. I motivi sono esposti alla domanda precedente. Quando invece sono lettore (in privato) di poesia altrui, è ovvio che i motivi di cui sopra cadono e talora mi piace leggere a voce alta nella mia stanza.

 

Hai mai partecipato a reading o poetry slam? In che forma?

Giusto un paio di volte ho letto mie poesie, come ho detto prima.

 

Hai mai scritto poesie? Hai mai pensato di raccoglierle in un libro?

Ho esordito con un libro che – stoltezza giovanile – mi sono pagato. Poi ho scritto altro ma senza più sganciare soldi, comparendo in antologie e ebook gratuiti. Questi ultimi sono il mezzo prevalente con cui oggi diffondo i miei scritti ai miei venticinque lettori.

 

Che rapporto pensi ci sia tra scrittura e pubblicazione? Che rapporto (eventualmente) dovrebbe esserci?

Un rapporto semplice semplice. L’editore rischia in proprio, operando così per forza di cose una ferrea selezione. L’autore non paga contributi di sorta. Oggi invece abbiamo una straniante alluvione di libri nati morti, visto che il plusvalore della pubblicazione con contributi fa sì che venga pubblicato praticamente tutto, ed esaurisce l’interesse dell’editore (o presunto tale) prima ancora che questo si curi della distribuzione (che infatti manca quasi sempre). Inoltre l’autore, anche se fosse un novello Celan, non saprà mai se è stato pubblicato perché vale o perché ha sganciato la tot-mila euro.

 

Con riferimento alla poesia contemporanea: che differenze pensi ci siano (in qualsiasi senso) tra un libro di poesia, un ebook gratuito, un blog di poesia? Pensi che siano forme che si escludono a vicenda?

Sono forme massimamente integrabili tra loro, anzi benefiche nella misura in cui, se tutti coloro che pubblicano a pagamento facessero invece circolare un ebook gratuito, ciò gioverebbe anche al mercato librario, eliminandone le storture.

 

Che cosa ti spinge all’acquisto di un libro di poesia: la conoscenza personale dell’autore, la lettura/ascolto di alcuni testi, la recensione di un critico, il suggerimento di un amico ecc.?

Di solito un’anteprima che leggo in riviste cartacee oppure su internet. Se mi si accende qualcosa, compro.

 

In genere, preferisci comprare antologie di poesia o libri di singoli autori?

Prediligo la raccolta compiuta del singolo autore; le antologie mi sembrano spesso disunite, stocastiche, mancanti di un tangibile fil rouge tra gli eterogenei apporti poetici.

 

Come preferisci effettuare i tuoi acquisti?

Mi piace recarmi in libreria o usare le grandi librerie internet. Diciamo però che in due casi su tre cerco libri non distribuiti, id est reperibili unicamente dall’editore via posta o sito. Quindi devo per forza rivolgermi direttamente a lui. Tra l’altro frammentando così le operazioni d’acquisto e pagando più spese di spedizione…

 

Hai mai rinunciato a un acquisto a causa del prezzo troppo elevato o per la scarsa (o inesistente) distribuzione in libreria?

No, questo no. Di solito i libri che acquisto gravitano sui 10 euro e toccando ferro se qualcosa mi piace veramente posso acquistarlo. La scarsa o inesistente distribuzione è una cosa cui ormai sono assuefatto, supplisco ordinando via internet dal sito dell’editore.

 

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